Mala Tempora

Qulcuno si chiederà perchè io, con premesse figurative evidenti, mi accosti con tanta disinvoltura all’informale (astratto).
Nelle mie peripezie tra i concorsi incontrai per sorte moti pittori, che a tratti affiorano nella memoria; alcuni venivano di lontano, armati di belle speranze e con un sogno nel cuore, tra loro i fratelli G.
Con le unghie e coi denti, indebitandosi, avevano comprato un furgoncino con cui trasferivano di dove in dove le loro opere in un’avventura che sa di leggenda.
Dichiaratamente entusiasti di un maestro loro conterraneo, un certo Afro; mancava quel gradino che li potesse confermare come pittori e che nessuna giuria si sentì di conferire loro!!!!
Al momento di lasciare, disperati, confidarono pubblicamente i loro intenti, mi bastò annuire per riceverne le consegne.
Quello fu il mio secondo passo verso questo tipo di espressione (aniconico).
Beviamoci su.
Questo episodio mi darebbe spunto per far capire quanto a quei tempi chi era preposto a dirimere fosse intento a proteggere il proprio orticello all’insegna del “purchè nulla trapeli”; vecchia ruggine, facciamocene un altro!! Cin cin.
I fratelli G. li hanno “fatti su” così: intanto stabiliamo quale dei due vale di più:
fuori uno!! Sull’altro imponiamo la par condicio!!
No grazie, basta basta che devo guidare io.
Che tempaccio!!

Uno dei miei pennelli preferiti: La Piattina

In ordine di grandezza decrescente mettiamo: pennellessa, pennellina, piattina.
Quadrangolare la forma ottenuta per rilegamento compresso e disteso delle setole. All’uso soprattutto precisa nelle campiture, squadretta per vocazione per cui favorisce il quadro. Il segno che se ne ottiene dalle piccole misure è perentorio e geometrico, misura lo spazio e lo trasforma assoggettandolo. Piattina
La pennellata dall’alto in basso è facile, quella opposta, verso l’alto, assai più forte e propositiva, non è da tutti, è soprattutto virile.
Quella laterale consente comunque di tener ferma la tela o la tavola con l’altra mano, non in fase di finitura; per maggior precisione va seguita o portata con braccio, corpo e fino all caviglie, quando è molto lunga..
In obliquo va a personalità; ma c’è una cosa che io ho, e mi consente di risparmiare una quantità di operazioni: l’uso dell’angolo, sia come punta che come piccola area per ottenere effetti desiderati.
Quando la setola si snerva tende ad arricciarsi, allora ho cura di tagliare le barbette che sporgono, e diventa ancora più fine.
A questo punto il margine esterno può sostituire ancora il taglio della spatola.
Viceversa “sprucca”.

Paesaggi d’Autunno

Profili di case abbandonate
in una terra che sente ormai
l’intreccio delle viti arrossire
nell’ultimo sole
e la zolla nera vestirsi di bruma
finche’ neve la coprira’:
sei tu la terra mia,
di te non ho sentito che un sospiro
sui campi seminati di malinconia
giocare tra le siepi poi volare via…
tra musiche dolci interminate
dove il tempo si fermera’
a raccogliere il canto del vento
tra le foglie appassite
e i confini della mente raggiungono
arcani pensieri ed orizzonti
di liberta’
momenti di poesia
racchiusi in una quiete impercettibile…
sui campi seminati della terra mia
mi piace di perdermi
a sognare nel silenzio,
l’allodola canta….
risveglia nell’immenso un’armonia
che porto dentro me
come una follia.

Momenti di passione – QUANDO L’OPERA PARLA

Il pennello ha appena coperto l’ultimo lembo, il quadro è lì, madido di fluidi, il riflesso distrae l’immagine e l’occhio ingannato connette il tutto come vorrebbe essere, in piena infatuazione.
E’ il momento di fermarsi, rimandare i compiacimenti e avere la pazienza di sospendere giudizi e intenzioni.
Passeranno giorni, prima che la mente soprattutto riprenda nei confronti del realizzato la propria obiettività, riconosca ammanchi ed errori, riformi un progetto di continuazione, o concluda decisamente, perchè no? (Fermarsi in tempo)
Per proseguire è questo il momento di ascoltare, l’opera suggerisce, riprende, insegna, invita.
Scopriremo di essere più precisi nel definire le linee, riescono i piccoli particolari che richiedono fermezza o movimenti del polso di micro abilità, la collocazione precisa delle luci negli occhi, ad esempio, nelle figure, o le screpolature nel tronco degli alberi, le venature dei sassi, le tegole delle case, i cirri nel cielo.
Ti sveglierà nel cuore della notte perchè sono maturi i tempi per ricevere nuove intuizioni ora che l’olio ha raggiunto il giusto grado di viscosità.
Si lascerà guardare, poi parlerà ancora, ci ricorderà che cosa volevamo fare all’inizio, e quanto ci siamo allontanati perchè l’operare ci ha preso la mano, ma era previsto, ciò che abbiamo
trovato insieme era dentro, come la soluzione di un rebus, ci ha arricchito.
Quelle che siano state le rinunce, si dissolveranno presto rimandate ad esperienze future o ipotetiche; apriranno nuovi orizzonti perchè c’è un solo modo di liberarsi dal crogiolo:iniziarne un altro, e lasciarsi vivere.

Acqua

L’acqua che scorre tra i sassi sarà la mia guida.
Il flusso è vivo e vibra, penetra, accarezza, seduce perchè è fresco e doce.
Percorrendo torrenti ne ho ricevuto sensazioni e immagini, tratto sensibilità e forza; motivi armonici, riflessi, ritmica, tutto ciò in uno sguardo alla corrente.
E non si ferma mai.

VERSI SCIOLTIfiume1

Anzi il levar del sole,
d’in su l’impervio greto,
e per li flutti furtivo a dimenar le trote
va’l pescatore a mosca.
Sull’acque chiare
attento e ratto nel posar l’inganno
a filo di corrente;
con la lunga frusta
di guado in guado
vaglia raschi e ghiareti e piane chete.
Dalla selva fosca esce il torrente,
dardeggia ai balzi
e scroscian le cascate,
indi s’allieta a diradar le spume;
allunga, si ritorce e slalomeggia tra rupi e massi.
Inarca lesto il pescator l’attrezzo
e allor la lenza freme;
Un attimo di ebbrezza, poi via di nuovo
a rilanciare lazzi
e cestellar balene!