A pesca sul torrente dell’Arte

Quel giorno fu generoso di fulmini e tempesta tra i monti.
Chi mi vide inoltrare il torrente giurò che non mi avrebbe rivisto mai più.
Era più forte di me l’ardire, sentivo gli stivali leggeri volare sui sassi, sicuri di guado in guado. Saltavo, ignorando i punti dove una sicura cattura modesta non mi avrebbe appagato, andavo su.

a-mosca-nella-gola
A mosca nella gola

Andavo su tra pioggia, vento, nuvole, bagliori improvvisi e fragori assordanti.
Incontrai così la trota della mia vita, la ebbi tra le mani dopo aver lottato.
Un attimo folle!!
Mentre la lenza in tensione fendeva l’acqua come una spada mi apparvero tra i flutti opere importanti che avrei dipinto nella mia vita, come in un flash!!
Ebbi paura.
L’acqua diventò bianca, poi la nebbia avvolse tutto e mi mancò il respiro.
Non so per quanto tempo rimasi incosciente.
Quando mi ripresi la trota non c’era più, e seppi che si era compiuto
il destino. Allora tornai al campo, Mery mi venne incontro, mi mise in testa
un cappellino asciutto e mi baciò sulla guancia.

Acqua

L’acqua che scorre tra i sassi sarà la mia guida.
Il flusso è vivo e vibra, penetra, accarezza, seduce perchè è fresco e doce.
Percorrendo torrenti ne ho ricevuto sensazioni e immagini, tratto sensibilità e forza; motivi armonici, riflessi, ritmica, tutto ciò in uno sguardo alla corrente.
E non si ferma mai.

VERSI SCIOLTIfiume1

Anzi il levar del sole,
d’in su l’impervio greto,
e per li flutti furtivo a dimenar le trote
va’l pescatore a mosca.
Sull’acque chiare
attento e ratto nel posar l’inganno
a filo di corrente;
con la lunga frusta
di guado in guado
vaglia raschi e ghiareti e piane chete.
Dalla selva fosca esce il torrente,
dardeggia ai balzi
e scroscian le cascate,
indi s’allieta a diradar le spume;
allunga, si ritorce e slalomeggia tra rupi e massi.
Inarca lesto il pescator l’attrezzo
e allor la lenza freme;
Un attimo di ebbrezza, poi via di nuovo
a rilanciare lazzi
e cestellar balene!