Progetto di base per un quadro a misura d’occhio

LA SQUADRA:ItaliaCampionidelmondo
6 pennelli vari + 1
2 piattine: 1 piccola, 1 grande
1 pennellina da 3
1 conico medio per touche e tap in
1 pennellino da dettagli e assist
1 pennellaccio navigato tutto fare
più 1 pennello vecchio e logoro di tante battaglie.

Prendiamo quest’ultimo tra le dita e con energica mossa lo spezziamo con schiocco. Buono anche l’aiuto di ginocchio in bello stile.
Poi deporre nell’indifferenziata. Questo sarà il colpo di partenza.
IL GIOCO STA NELL’ESEGUIRE IL QUADRO UTILIZZANDO TUTTI, DICO TUTTI, GLI ATTREZZI PROPOSTI, meglio se in modo adeguato alla struttura del dipinto stesso, in sequenza.
Al posto della spatola possiamo abusare del retro del bastoncello di un pennello, limitatamente a segnare e correggere.
La correzione leggera col dito può diventare istintiva, opportuna se occasionale.
Ogni pennello ha il suo compito specifico, sviluppa una personalità che lo integra al dipinto stesso con la sua forma, grandezza, qualità della setola. Intingere con misura lambendo l’orlo del contenitore significa controllare la fluidità dell’impasto, stemperare su tavolozza assorbente o impermeabile anche, utilizzare lo straccio come una carezza per togliere l’eccesso, pure.
Per un progetto rigoroso porre sulla tavolozza i colori nella esatta quantità che verrà impiegata, ciò presuppone la prescelta dell’immagine.
I colori dal tubetto a serpentina biforcuta!!!
I pennelli ora sono lì, impazienti di entrare in gioco, via via si modificano, esaltano e demoralizzano; quelli permalosi non tollerano sgarbi!!
Spesso diventano polivalenti e si prevaricano a vicenda, altre volte diventano specialisti: quello per l’erba, per le nuvole, per i rami, per l’acqua, ecc.
Impiegati a lungo si snervano e chiedono il cambio, opportuno fare la “treccia”. Sarà l’INSIEME a dare al dipinto quella svolta che risolve e gratifica: LAVORO DI EQUIPE.
PS: l’allusione sportiva è solo coreografica.

Lo Straccio

“Uno straccio di maestro”

Il pittore, dopo aver dipinto alcune ore, venne da me, diede un’occhiata al mio dipinto come convenuto, fece una smorfia e mi disse: “Sei bravo, ma hai molto da imparare.
Prese lo straccio, con rapida mossa lo strappò in due, poi intrise una delle parti con un pò del suo miscuglio e soggiunse: “Mettilo lì in un angolo della cassetta, a ricordo di questo giorno, ti farà da maestro per un pò.”
Aveva le labbra blu, si era tinto cercando di svitare il coperchio duro del tubetto coi denti.
Tra gli accessori pinze e forbici.
Occorre precisare che la proprietà nell’uso degli strumenti non è automatica a seguito di questi scritti, maturerà nel corso dell’attività adeguandosi alla nicchia espressiva cui è destinata e alla personalità dell’artista.
Come a dire che uno può conoscere a memoria tutto il codice della strada ed essere un pessimo pilota; viceversa il talento supplisce alle carenze informatiche.

Uno dei miei pennelli preferiti: La Piattina

In ordine di grandezza decrescente mettiamo: pennellessa, pennellina, piattina.
Quadrangolare la forma ottenuta per rilegamento compresso e disteso delle setole. All’uso soprattutto precisa nelle campiture, squadretta per vocazione per cui favorisce il quadro. Il segno che se ne ottiene dalle piccole misure è perentorio e geometrico, misura lo spazio e lo trasforma assoggettandolo. Piattina
La pennellata dall’alto in basso è facile, quella opposta, verso l’alto, assai più forte e propositiva, non è da tutti, è soprattutto virile.
Quella laterale consente comunque di tener ferma la tela o la tavola con l’altra mano, non in fase di finitura; per maggior precisione va seguita o portata con braccio, corpo e fino all caviglie, quando è molto lunga..
In obliquo va a personalità; ma c’è una cosa che io ho, e mi consente di risparmiare una quantità di operazioni: l’uso dell’angolo, sia come punta che come piccola area per ottenere effetti desiderati.
Quando la setola si snerva tende ad arricciarsi, allora ho cura di tagliare le barbette che sporgono, e diventa ancora più fine.
A questo punto il margine esterno può sostituire ancora il taglio della spatola.
Viceversa “sprucca”.