Lo Straccio

“Uno straccio di maestro”

Il pittore, dopo aver dipinto alcune ore, venne da me, diede un’occhiata al mio dipinto come convenuto, fece una smorfia e mi disse: “Sei bravo, ma hai molto da imparare.
Prese lo straccio, con rapida mossa lo strappò in due, poi intrise una delle parti con un pò del suo miscuglio e soggiunse: “Mettilo lì in un angolo della cassetta, a ricordo di questo giorno, ti farà da maestro per un pò.”
Aveva le labbra blu, si era tinto cercando di svitare il coperchio duro del tubetto coi denti.
Tra gli accessori pinze e forbici.
Occorre precisare che la proprietà nell’uso degli strumenti non è automatica a seguito di questi scritti, maturerà nel corso dell’attività adeguandosi alla nicchia espressiva cui è destinata e alla personalità dell’artista.
Come a dire che uno può conoscere a memoria tutto il codice della strada ed essere un pessimo pilota; viceversa il talento supplisce alle carenze informatiche.

Uno dei miei pennelli preferiti: La Piattina

In ordine di grandezza decrescente mettiamo: pennellessa, pennellina, piattina.
Quadrangolare la forma ottenuta per rilegamento compresso e disteso delle setole. All’uso soprattutto precisa nelle campiture, squadretta per vocazione per cui favorisce il quadro. Il segno che se ne ottiene dalle piccole misure è perentorio e geometrico, misura lo spazio e lo trasforma assoggettandolo. Piattina
La pennellata dall’alto in basso è facile, quella opposta, verso l’alto, assai più forte e propositiva, non è da tutti, è soprattutto virile.
Quella laterale consente comunque di tener ferma la tela o la tavola con l’altra mano, non in fase di finitura; per maggior precisione va seguita o portata con braccio, corpo e fino all caviglie, quando è molto lunga..
In obliquo va a personalità; ma c’è una cosa che io ho, e mi consente di risparmiare una quantità di operazioni: l’uso dell’angolo, sia come punta che come piccola area per ottenere effetti desiderati.
Quando la setola si snerva tende ad arricciarsi, allora ho cura di tagliare le barbette che sporgono, e diventa ancora più fine.
A questo punto il margine esterno può sostituire ancora il taglio della spatola.
Viceversa “sprucca”.

Momenti di passione – QUANDO L’OPERA PARLA

Il pennello ha appena coperto l’ultimo lembo, il quadro è lì, madido di fluidi, il riflesso distrae l’immagine e l’occhio ingannato connette il tutto come vorrebbe essere, in piena infatuazione.
E’ il momento di fermarsi, rimandare i compiacimenti e avere la pazienza di sospendere giudizi e intenzioni.
Passeranno giorni, prima che la mente soprattutto riprenda nei confronti del realizzato la propria obiettività, riconosca ammanchi ed errori, riformi un progetto di continuazione, o concluda decisamente, perchè no? (Fermarsi in tempo)
Per proseguire è questo il momento di ascoltare, l’opera suggerisce, riprende, insegna, invita.
Scopriremo di essere più precisi nel definire le linee, riescono i piccoli particolari che richiedono fermezza o movimenti del polso di micro abilità, la collocazione precisa delle luci negli occhi, ad esempio, nelle figure, o le screpolature nel tronco degli alberi, le venature dei sassi, le tegole delle case, i cirri nel cielo.
Ti sveglierà nel cuore della notte perchè sono maturi i tempi per ricevere nuove intuizioni ora che l’olio ha raggiunto il giusto grado di viscosità.
Si lascerà guardare, poi parlerà ancora, ci ricorderà che cosa volevamo fare all’inizio, e quanto ci siamo allontanati perchè l’operare ci ha preso la mano, ma era previsto, ciò che abbiamo
trovato insieme era dentro, come la soluzione di un rebus, ci ha arricchito.
Quelle che siano state le rinunce, si dissolveranno presto rimandate ad esperienze future o ipotetiche; apriranno nuovi orizzonti perchè c’è un solo modo di liberarsi dal crogiolo:iniziarne un altro, e lasciarsi vivere.

La Spatola

Per stendere i colori a spessore è opportuna la spatola.
L’uso congiunto di pennello e spatola per eseguire un quadro non è da tutti e va dichiarato nella poetica.spatole
Sono avvezzo a molteplici usi della spatola, tra cui -di taglio-per una grafia sottile.
Esempio: su una tinta scura ben asciutta stendiamo a pennello uniformemente un colore chiaro.
A breve la spatola potrà incidervi come disegnare, quanto del segno resterà integro dipenderà dalla coesione dello strato superficiale, che potrà essere corretto e continuato a pennello.
Più avanti nella lavorazione la spatola ben utilizzata farà sì che presto particolari inconsistenti siano risolti, ma attenzione: un uso approssimativo potrebbe allungare a dismisura l’ultimazione del quadro, fino anche alla frustrante
rinuncia.
Salvataggio in corner: procedere sempre a spatola con una ricerca aniconica bizzarra e trasgressiva a ruota libera nella demolizione del costrutto, sgomitando il cubismo!

 

IPSE DIXIT

Quando ti accingi a dipingere un quadro, assicurati che sia fissato bene al cavalletto, stringendo le viti dei meccanismi che determinano altezza e angolazione.
Puoi anche lavorare in piano, appoggiando al tavolo il supporto o la tela, fermo restando che non si muova durante le operazioni, ciò è particolarmente opportuno nella fase di preparazione col gesso impastato, per evitare colature.
Ma sempre tenendo presente che la mano che manovra il pennello non si frapponga tra la provenienza della luce e il dipinto.
Fa eccezione la luce diffusa.

BONONIA DOCET !!