Pensieri sulla presentazione della mostra presso “Il Rivellino” (Ferrara) Aprile 2017

Chi avvalora l’aspetto fotografico non ha capito niente della pittura di Govoni!

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Il Maestro

Questa in sintesi un’affermazione condivisa dal professor De Stefano che poi ha evidenziato il tentativo di scavalcamento del tradizionale sulla contemporanea.
Ardita la collocazione nel chiarismo di Guidi e Lilloni, ma credibile per dare forza al discorso tecnico.
Grazie Emidio di avermi permesso qualche divagazione, di contestare al Caravaggio un eccessivo uso del nero per evidenziare l’immagine, più morbida ed elegante nel Guercino.
A di là delle parole parlino i quadri che attraverso la contemplazione trasmettono emozioni. Questo offro al mio pubblico, i miei “Scorci piatti” dipinti su tavola!!

Sandro Govoni

Aneddoto – Il Chiarismo

In occasione di un mostra un noto giornalista locale, forse non conoscendo le mie origini chiariste, mi definì “Pittore crepuscolare”.
Attento a ciò che mi si riferisce, valutai l’argomento come una occasione per esperienze nuove, nella convinzione che ogni giorno, per quanto chiaro sia, deve pur finire.
Nel CHIARISMO tecnicamente ogni colore impiegato, compreso il bianco, viene mescolato al bianco, seppur in minima parte, e ciò fà sì che le differenze cromatiche si riducano e i contrasti vengano attenuati.
Eccettuata diluizione, se al bianco sostituiamo un colore più scuro, otteniamo lo stesso effetto, allora potremmo parlare di chiarismo scuro, rimanendo in linea ma per estensione concettuale anche di chiarismo colorato!!
Per dovere di cronaca in tale teoria una collega mi ha preceduto, ma quel giornalista aveva ragione, seppur parzialmente.