Pensieri sulla presentazione della mostra presso “Il Rivellino” (Ferrara) Aprile 2017

Chi avvalora l’aspetto fotografico non ha capito niente della pittura di Govoni!

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Il Maestro

Questa in sintesi un’affermazione condivisa dal professor De Stefano che poi ha evidenziato il tentativo di scavalcamento del tradizionale sulla contemporanea.
Ardita la collocazione nel chiarismo di Guidi e Lilloni, ma credibile per dare forza al discorso tecnico.
Grazie Emidio di avermi permesso qualche divagazione, di contestare al Caravaggio un eccessivo uso del nero per evidenziare l’immagine, più morbida ed elegante nel Guercino.
A di là delle parole parlino i quadri che attraverso la contemplazione trasmettono emozioni. Questo offro al mio pubblico, i miei “Scorci piatti” dipinti su tavola!!

Sandro Govoni

Progetto di base per un quadro a misura d’occhio

LA SQUADRA:ItaliaCampionidelmondo
6 pennelli vari + 1
2 piattine: 1 piccola, 1 grande
1 pennellina da 3
1 conico medio per touche e tap in
1 pennellino da dettagli e assist
1 pennellaccio navigato tutto fare
più 1 pennello vecchio e logoro di tante battaglie.

Prendiamo quest’ultimo tra le dita e con energica mossa lo spezziamo con schiocco. Buono anche l’aiuto di ginocchio in bello stile.
Poi deporre nell’indifferenziata. Questo sarà il colpo di partenza.
IL GIOCO STA NELL’ESEGUIRE IL QUADRO UTILIZZANDO TUTTI, DICO TUTTI, GLI ATTREZZI PROPOSTI, meglio se in modo adeguato alla struttura del dipinto stesso, in sequenza.
Al posto della spatola possiamo abusare del retro del bastoncello di un pennello, limitatamente a segnare e correggere.
La correzione leggera col dito può diventare istintiva, opportuna se occasionale.
Ogni pennello ha il suo compito specifico, sviluppa una personalità che lo integra al dipinto stesso con la sua forma, grandezza, qualità della setola. Intingere con misura lambendo l’orlo del contenitore significa controllare la fluidità dell’impasto, stemperare su tavolozza assorbente o impermeabile anche, utilizzare lo straccio come una carezza per togliere l’eccesso, pure.
Per un progetto rigoroso porre sulla tavolozza i colori nella esatta quantità che verrà impiegata, ciò presuppone la prescelta dell’immagine.
I colori dal tubetto a serpentina biforcuta!!!
I pennelli ora sono lì, impazienti di entrare in gioco, via via si modificano, esaltano e demoralizzano; quelli permalosi non tollerano sgarbi!!
Spesso diventano polivalenti e si prevaricano a vicenda, altre volte diventano specialisti: quello per l’erba, per le nuvole, per i rami, per l’acqua, ecc.
Impiegati a lungo si snervano e chiedono il cambio, opportuno fare la “treccia”. Sarà l’INSIEME a dare al dipinto quella svolta che risolve e gratifica: LAVORO DI EQUIPE.
PS: l’allusione sportiva è solo coreografica.

A pesca sul torrente dell’Arte

Quel giorno fu generoso di fulmini e tempesta tra i monti.
Chi mi vide inoltrare il torrente giurò che non mi avrebbe rivisto mai più.
Era più forte di me l’ardire, sentivo gli stivali leggeri volare sui sassi, sicuri di guado in guado. Saltavo, ignorando i punti dove una sicura cattura modesta non mi avrebbe appagato, andavo su.

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A mosca nella gola

Andavo su tra pioggia, vento, nuvole, bagliori improvvisi e fragori assordanti.
Incontrai così la trota della mia vita, la ebbi tra le mani dopo aver lottato.
Un attimo folle!!
Mentre la lenza in tensione fendeva l’acqua come una spada mi apparvero tra i flutti opere importanti che avrei dipinto nella mia vita, come in un flash!!
Ebbi paura.
L’acqua diventò bianca, poi la nebbia avvolse tutto e mi mancò il respiro.
Non so per quanto tempo rimasi incosciente.
Quando mi ripresi la trota non c’era più, e seppi che si era compiuto
il destino. Allora tornai al campo, Mery mi venne incontro, mi mise in testa
un cappellino asciutto e mi baciò sulla guancia.

Uno dei miei pennelli preferiti: La Piattina

In ordine di grandezza decrescente mettiamo: pennellessa, pennellina, piattina.
Quadrangolare la forma ottenuta per rilegamento compresso e disteso delle setole. All’uso soprattutto precisa nelle campiture, squadretta per vocazione per cui favorisce il quadro. Il segno che se ne ottiene dalle piccole misure è perentorio e geometrico, misura lo spazio e lo trasforma assoggettandolo. Piattina
La pennellata dall’alto in basso è facile, quella opposta, verso l’alto, assai più forte e propositiva, non è da tutti, è soprattutto virile.
Quella laterale consente comunque di tener ferma la tela o la tavola con l’altra mano, non in fase di finitura; per maggior precisione va seguita o portata con braccio, corpo e fino all caviglie, quando è molto lunga..
In obliquo va a personalità; ma c’è una cosa che io ho, e mi consente di risparmiare una quantità di operazioni: l’uso dell’angolo, sia come punta che come piccola area per ottenere effetti desiderati.
Quando la setola si snerva tende ad arricciarsi, allora ho cura di tagliare le barbette che sporgono, e diventa ancora più fine.
A questo punto il margine esterno può sostituire ancora il taglio della spatola.
Viceversa “sprucca”.

Paesaggi d’Autunno

Profili di case abbandonate
in una terra che sente ormai
l’intreccio delle viti arrossire
nell’ultimo sole
e la zolla nera vestirsi di bruma
finche’ neve la coprira’:
sei tu la terra mia,
di te non ho sentito che un sospiro
sui campi seminati di malinconia
giocare tra le siepi poi volare via…
tra musiche dolci interminate
dove il tempo si fermera’
a raccogliere il canto del vento
tra le foglie appassite
e i confini della mente raggiungono
arcani pensieri ed orizzonti
di liberta’
momenti di poesia
racchiusi in una quiete impercettibile…
sui campi seminati della terra mia
mi piace di perdermi
a sognare nel silenzio,
l’allodola canta….
risveglia nell’immenso un’armonia
che porto dentro me
come una follia.