LA SQUADRA:
6 pennelli vari + 1
2 piattine: 1 piccola, 1 grande
1 pennellina da 3
1 conico medio per touche e tap in
1 pennellino da dettagli e assist
1 pennellaccio navigato tutto fare
più 1 pennello vecchio e logoro di tante battaglie.
Prendiamo quest’ultimo tra le dita e con energica mossa lo spezziamo con schiocco. Buono anche l’aiuto di ginocchio in bello stile.
Poi deporre nell’indifferenziata. Questo sarà il colpo di partenza.
IL GIOCO STA NELL’ESEGUIRE IL QUADRO UTILIZZANDO TUTTI, DICO TUTTI, GLI ATTREZZI PROPOSTI, meglio se in modo adeguato alla struttura del dipinto stesso, in sequenza.
Al posto della spatola possiamo abusare del retro del bastoncello di un pennello, limitatamente a segnare e correggere.
La correzione leggera col dito può diventare istintiva, opportuna se occasionale.
Ogni pennello ha il suo compito specifico, sviluppa una personalità che lo integra al dipinto stesso con la sua forma, grandezza, qualità della setola. Intingere con misura lambendo l’orlo del contenitore significa controllare la fluidità dell’impasto, stemperare su tavolozza assorbente o impermeabile anche, utilizzare lo straccio come una carezza per togliere l’eccesso, pure.
Per un progetto rigoroso porre sulla tavolozza i colori nella esatta quantità che verrà impiegata, ciò presuppone la prescelta dell’immagine.
I colori dal tubetto a serpentina biforcuta!!!
I pennelli ora sono lì, impazienti di entrare in gioco, via via si modificano, esaltano e demoralizzano; quelli permalosi non tollerano sgarbi!!
Spesso diventano polivalenti e si prevaricano a vicenda, altre volte diventano specialisti: quello per l’erba, per le nuvole, per i rami, per l’acqua, ecc.
Impiegati a lungo si snervano e chiedono il cambio, opportuno fare la “treccia”. Sarà l’INSIEME a dare al dipinto quella svolta che risolve e gratifica: LAVORO DI EQUIPE.
PS: l’allusione sportiva è solo coreografica.


