Mala Tempora

Qulcuno si chiederà perchè io, con premesse figurative evidenti, mi accosti con tanta disinvoltura all’informale (astratto).
Nelle mie peripezie tra i concorsi incontrai per sorte moti pittori, che a tratti affiorano nella memoria; alcuni venivano di lontano, armati di belle speranze e con un sogno nel cuore, tra loro i fratelli G.
Con le unghie e coi denti, indebitandosi, avevano comprato un furgoncino con cui trasferivano di dove in dove le loro opere in un’avventura che sa di leggenda.
Dichiaratamente entusiasti di un maestro loro conterraneo, un certo Afro; mancava quel gradino che li potesse confermare come pittori e che nessuna giuria si sentì di conferire loro!!!!
Al momento di lasciare, disperati, confidarono pubblicamente i loro intenti, mi bastò annuire per riceverne le consegne.
Quello fu il mio secondo passo verso questo tipo di espressione (aniconico).
Beviamoci su.
Questo episodio mi darebbe spunto per far capire quanto a quei tempi chi era preposto a dirimere fosse intento a proteggere il proprio orticello all’insegna del “purchè nulla trapeli”; vecchia ruggine, facciamocene un altro!! Cin cin.
I fratelli G. li hanno “fatti su” così: intanto stabiliamo quale dei due vale di più:
fuori uno!! Sull’altro imponiamo la par condicio!!
No grazie, basta basta che devo guidare io.
Che tempaccio!!