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Aneddoto – Il Chiarismo

In occasione di un mostra un noto giornalista locale, forse non conoscendo le mie origini chiariste, mi definì “Pittore crepuscolare”.
Attento a ciò che mi si riferisce, valutai l’argomento come una occasione per esperienze nuove, nella convinzione che ogni giorno, per quanto chiaro sia, deve pur finire.
Nel CHIARISMO tecnicamente ogni colore impiegato, compreso il bianco, viene mescolato al bianco, seppur in minima parte, e ciò fà sì che le differenze cromatiche si riducano e i contrasti vengano attenuati.
Eccettuata diluizione, se al bianco sostituiamo un colore più scuro, otteniamo lo stesso effetto, allora potremmo parlare di chiarismo scuro, rimanendo in linea ma per estensione concettuale anche di chiarismo colorato!!
Per dovere di cronaca in tale teoria una collega mi ha preceduto, ma quel giornalista aveva ragione, seppur parzialmente.

Meditazione profonda

La pittura, e l’arte in genere, possiede una sua mistica estesa, paragonabile a quella religiosa con cui tanto cammino ha condiviso, ma non è così trascendente, semmai recondita.
La cerco nella voce dei maestri, nei sottintesi del critico più smaliziato, negli sguardi inquisitori ma non indiscreti di un pubblico esigente ma spesso scettico.
Nella solitudine del mio studio la trovo, è come un uccellino che si posa sul davanzale se gli offri briciole; becchetta e saltella vispo…..!!

Ilare Satira Feroce – Il Dio pittore

Si è parlato del buon Dio pittore, è gioco forza si definisca meglio in questo ruolo.
Sicuramente e fortunatamente Dio non è un pittore contemporaneo, altrimenti se così fosse l’intero universo potrebbe dissolversi ad ogni istante; ne resterebbe un mucchietto di neutrini e bosoni maleodoranti da alienarsi con maschera e guanti! (si sanno difendere)
Ma qualche trasgressione ce l’ha anche Lui, Dio, vedi l’antimateria, inesorabile, e il vento cosmico che spazza via intere galassie, nebulose e relativo gruppo nel breve volgere di qualche billennio.
Poi ci sono le sbavature, e queste ci toccano da vicino come i fulmini, gli uragani e gli tsunami nelle zone costiere.
I terremoti no, lì c’è la mano del dio delle tenebre, diabolica considerazione, malato di alzheimer? (sarcastico)
Chiederemo lumi a San Luca, allievo di chiara fama……..

La Spatola

Per stendere i colori a spessore è opportuna la spatola.
L’uso congiunto di pennello e spatola per eseguire un quadro non è da tutti e va dichiarato nella poetica.spatole
Sono avvezzo a molteplici usi della spatola, tra cui -di taglio-per una grafia sottile.
Esempio: su una tinta scura ben asciutta stendiamo a pennello uniformemente un colore chiaro.
A breve la spatola potrà incidervi come disegnare, quanto del segno resterà integro dipenderà dalla coesione dello strato superficiale, che potrà essere corretto e continuato a pennello.
Più avanti nella lavorazione la spatola ben utilizzata farà sì che presto particolari inconsistenti siano risolti, ma attenzione: un uso approssimativo potrebbe allungare a dismisura l’ultimazione del quadro, fino anche alla frustrante
rinuncia.
Salvataggio in corner: procedere sempre a spatola con una ricerca aniconica bizzarra e trasgressiva a ruota libera nella demolizione del costrutto, sgomitando il cubismo!

 

IPSE DIXIT

Quando ti accingi a dipingere un quadro, assicurati che sia fissato bene al cavalletto, stringendo le viti dei meccanismi che determinano altezza e angolazione.
Puoi anche lavorare in piano, appoggiando al tavolo il supporto o la tela, fermo restando che non si muova durante le operazioni, ciò è particolarmente opportuno nella fase di preparazione col gesso impastato, per evitare colature.
Ma sempre tenendo presente che la mano che manovra il pennello non si frapponga tra la provenienza della luce e il dipinto.
Fa eccezione la luce diffusa.

BONONIA DOCET !!