
Sandro Govoni e’ nato a Cento di Ferrara il 15 Aprile del 1948 “sotto il segno dell’ariete, lo stesso di Leonardo da Vinci e Vincent Van Gogh” (come egli stesso ama far notare).
Dopo aver conseguito la Maturità Scientifica si iscrive alla Facoltà di fisica, più per volontà della famiglia che non per seguire la propria inclinazione.
Successivamente si orienta verso gli studi di Psicologia, che approfondisce con passione mentre si dedica con sempre maggior assiduità alla pittura.
Dal 1965 partecipa a vari concorsi, ottenendo premi e riconoscimenti.
Osservando i suoi lavori si ha la netta sensazione che una forte morale ed una straordinaria carica emotiva di sincerità turbini in questo artista assistito anche da una capacità speculativa che è filosoficamente coerente con la sua vita e la sua attività.
Da sempre le sue opere sono intessute di sincera dedizione e impegno e raggiungono un notevole carattere di liricità derivante da una personale sensibilità osservativa e da uno spirito introspettivo.
Govoni ha saputo crearsi un “modus pingendi” suo, e quel che più conta è che vi è arrivato da autodidatta.
“Govoni coglie l'”ANIMUS” dei paesaggi e delle figure con una felice intuizione e con una metodologia poetica dove la lucidità della visione si riveste di armonia e di equilibrio”.
Così scriveva Giuseppe Nasillo nel 1975.
L'”ubi consistam” iniziale è costituito dalle opere di Cezanne, Van Gogh e Morandi, ma Govoni non è mai stato epigono di nessun artista e di nessuna corrente.
Anche il ritratto è inteso dal pittore come un mezzo per intessere un dialogo più intimo e diretto con l’uomo
“fino a penetrarne gli spazi che racchiudono e schiudono i sentimenti e i pensieri”
(per dirla con le sue stesse parole).
